Il tempio, il libro e la domanda – Quarta Parte – Giorno 4 di 5, “Il libro”
Attenzione: questo articolo è il quarto di un racconto in più parti. Se non lo hai già fatto, ti consiglio di cominciare con la parti precedenti prima di proseguire. Qui trovi la prima, la seconda e la terza!
Inoltre questa parte è molto lunga, ed è stata divisa in cinque “giorni” per facilità di lettura. Link al Primo giorno e al secondo e al terzo!
4 Marzo 2009. Giorno 116. “Il libro”
Forse oggi è il primo e unico giorno in cui ho realmente meditato. Raggiungo una concentrazione per me molto insolita. Inizio a capire cos’è questo posto: è un deserto, silenzioso e piatto, ma anche fraterno e ospitale. Qui ho il conforto della presenza di altre persone, ma senza la distrazione dell’essere veramente in compagnia di qualcuno. Qui non devo preoccuparmi della mia sicurezza, o di trovare un pasto, un letto o un riparo, ma al contempo non ho niente da sentire, niente da vedere. Le altre persone sono ombre silenziose quanto me, bianchi fantasmi assorti, appena percepibili al di fuori della mia sfera dei sensi. Ci scambiamo solo sguardi fugaci, disinteressati. Qui non c’è nient’altro da ascoltare che i miei pensieri, non c’è nient’altro da guardare che dentro me stesso.
Verso sera, accade un altro fatto inaspettato. Il ragazzo thailandese che dorme accanto a me nello stanzone adibito a dormitorio, scorge il libro che ieri ho lasciato sul cuscino. Si avvicina, e vedo che ha intenzione di rivolgermi la parola. Mi guardo intorno per assicurarmi che nessuno ci senta, e iniziamo a bisbigliare. In perfetto inglese il ragazzo mi spiega che è uno studente di teologia, e conosce di fama l’autore del libro, ma quel volume in particolare non l’ha mai letto. Mi chiede se glielo posso prestare. Certo, l’ho già finito, e glielo presto volentieri.
Neanche mi rendo conto di cosa è appena avvenuto. L’unica persona nella stanza che poteva vedere cosa stavo leggendo, parla inglese, studia teologia, conosce l’autore, ma non ha mai letto quel libro. Il libro che mi ha regalato la ragazza tedesca, con cui avevo parlato di religione nei giorni scorsi. La ragazza che era nel mio stesso volo per Chiang Mai, con cui ho diviso il taxi per andare nello stesso albergo, che avevo deciso di sedurre per riprendermi dalla mia depressione.