Inghilterra

Day 192 – La fine e l’inizio

Posted in Inghilterra, Sensazioni on maggio 24th, 2010 by Wil – 3 Comments

E così, è questo che vuol dire tornare a casa: svegliarsi una mattina e sapere che sono passati 192 giorni, che tra due ore dovrò alzarmi, chiudere la mia roba nello zaino, e prendere l’aereo verso casa. L’ultimo volo di questo giro del mondo.

Non riesco a definire di preciso cosa sto provando. Pensavo di essere più emozionato all’idea, come se mi aspettassi di essere incredibilmente triste per la fine del viaggio o meravigliosamente felice per le persone che rivedrò. Invece mi rendo conto che gli ultimi sei mesi mi hanno talmente abituato al movimento e all’instabilità, che sto percependo il ritorno solo come un altro cambiamento, un altro aereo, un altro paese da visitare.

E forse è proprio così.

Ho voglia però di lasciarmi accarezzare dall’idea di rivedere i miei vecchi amici, e soprattutto i miei genitori. Cerco di immaginare la faccia di mia mamma e di mio papà, quando mi vedranno all’aeroporto. Posso mettere la mano sul fuoco che mi controlleranno con occhio clinico, per vedere se sono dimagrito o ingrassato, per vedere se sono in salute, se sono tutto intero, se il loro “bambino” sta bene. Ma va bene così… in fondo dopo sei intensi mesi passati a badare a me stesso, sarà bello essere di nuovo il cucciolo che è tornato nel nido.

E i miei amici, quelli che mi hanno visto partire sei mesi fa, con espressioni una diversa dall’altra, a celebrare o a condannare il mio viaggio, che faccia avranno, cosa mi diranno, quando tornerò? Questo non riesco proprio a immaginarlo. Ma anche questo va bene così: sarà bello vivere la sorpresa di rivederli, uscire assieme, parlare, riprovare nuova gioia per gli antichi gesti.

Lascio sullo sfondo una paura -non voglio pensarci adesso- ma sono sicuro dovrò affrontarla presto. L’immobilità.

Quando le feste saranno finite, quando i racconti saranno terminati, quando questo viaggio sarà veramente concluso e archiviato, il mondo smetterà di ruotare sotto di me. La vecchia vita, statica, pigra, eserciterà pressioni potentissime per tornare, combatterà selvaggiamente per possedermi di nuovo. La battaglia sarà dura, ma io non la lascerò vincere, di questo ne sono certo.

Ma basta discorsi seri. Adesso ho voglia di sorridere, di gustarmi le ultime sensazioni, le ultime emozioni, le ultime sorprese di questa avventura, e le prime di tutte quelle che verranno.

Il “giro del mondo” smette oggi di essere un viaggio, e inizia a essere uno stile di vita. Quello che ho imparato, quello che ho avuto, quello che ho capito, sono cose che rimarranno con me per sempre, e nell’esatto momento in cui scenderò dal mio ultimo aereo, grazie a loro inizierà un nuovo tipo di viaggio che continuerà per sempre, dentro di me.

Per questo motivo il blog non verrà interrotto qui: ci sono ancora tante cose che meritano di essere scritte, e con il tempo lo farò.

Non smetterò di “vagabondare una vita incredibile”: questo è solo l’inizio.