Day 137 – Giappone, finalmente
Posted in Giappone, Sensazioni on aprile 14th, 2010 by Wil – 3 CommentsSono in aereo, tra due ore atterro a Pechino, ma sto pensando al paese che ho appena lasciato: il Giappone. Mi mancherà.
Finalmente.
Era un po’ che non mi capitava di sentire la mancanza di un posto, andandomene. Non ho sentito la mancanza della Thailandia, non ho sentito la mancanza di Hong Kong, nè dell’Isola di Pasqua. Tutti posti in cui probabilmente un giorno tornerò, ma senza fretta. Per ritrovare l’ultimo momento in cui ho avuto il magone andandomene, devo sicuramente tornare al Sud America, in qualche posto sulla costa del Cile, qualche giorno prima di prendere il volo da Santiago. Non avevo scritto niente quel giorno, ma avevo lasciato silenziosamente un pezzettino del mio cuore su quel continente dai colori intensi, dai sorrisi caldi, e dai profumi attraenti.
Poi più niente, fino ad oggi.
Non so di preciso cosa mi mancherà di più.
Forse l’atmosfera sobria e sofisticata al tempo stesso, il silenzio e la pulizia delle metropolitane di Tokyo, l’educazione e la gentilezza delle persone, quella che ti fa venire voglia di muoverti in punta di piedi.
Probabilmente mi mancherà chiedere indicazioni stradali a persone gentili e disponibili che non conoscono una sola parola di inglese, farmi accompagnare da loro silenziosamente, e scambiarci sorrisi enormi, arrivati a destinazione.
Potrebbero mancarmi i grandi templi di legno, solidi, sobri, potenti. Oppure quelli piccoli, silenziosi, che puoi trovare in mezzo alle case di Kyoto. Quelli che ti fanno voglia di sentirti un po’ più spirituale.
Oppure la ridicola pazzia dei giapponesi, che pagano mucchi di soldi solo per farsi servire bibite da ragazzine vestite come cameriere dei cartoni animati, o che ballano Michael Jackson in abito da lavoro, il venerdi sera, completamente ubriachi.
In tutta franchezza, alla parte più fisica di me mancheranno quasi di sicuro anche le splendide ragazze snelle, sofisticate e ridicolmente sexy, quelle che ti fanno venire voglia di conoscere il giapponese. E non solo quella.
Qualcuno disse: “Ti amo non per come sei, ma per come sono io quando sono con te”.
Ecco, forse è questo quello che mi mancherà. Qui sono stato più sereno, più sorridente, più educato, più socievole. Mi sono sentito piacevolmente bene, senza eccessi.
Adesso me ne sto andando, ma sono sicuro che in Giappone ci tornerò, presto o tardi. Nel frattempo, aggiungo un posto alla lista dei luoghi che mi mancheranno.
Finalmente.
