Australia

Day 168 – A.A.A. Anonimi Alcolisti Australiani

Posted in Australia, Sensazioni on maggio 4th, 2010 by Wil – 7 Comments

Forse sorprenderò qualcuno, ma io e l’Australia non siamo andati molto d’accordo.

Credetemi, avrei voluto scrivere qualcosa di bello per ogni posto in cui mi sono trovato, ma non posso nascondere la verità: l’Australia, tra i paesi che ho visitato, è stata una delle mie delusioni più grandi, assieme alla Thailandia. Ho sicuramente una parte di colpa, è chiaro che non sono riuscito a trovare i posti “giusti”, qualunque cosa questo significhi. Però allora mi chiedo: quanto è facile per uno straniero riuscire a scovare i posti giusti?

In sudamerica non ho avuto grandi difficoltà, mentre sulla costa est dell’Australia mi è stato riproposto lo stesso problema che ho avuto in Thailandia. Qui è quasi impossibile sfuggire alla corrente di turisti e di backpackers, e intrappolato in questa migrazione forzata, si finisce inevitabilmente nelle stesse destinazioni di tutti gli altri, dove le giornate passano sempre allo stesso modo, uguali una all’altra: spiaggia, alcool, sesso.

Vi sembra invitante?

No, non lo è. Non per me.

Certo passare le giornate al mare è piacevole: farsi travolgere dalle maestose onde oceaniche, andare in bodyboard, fare finta di essere un surfista… è divertente. Ma il divertimento finisce alla sera, quando arriva la birra, il vino, il maledetto “goon”.

Il goon… la sola esistenza di questo malefico intruglio è l’evidente sintomo di un grave problema al fegato dell’Australia. Quattro litri di questa specie di bevanda che dovrebbe assomigliare al vino costano circa 10 dollari australiani. A parità di quantità, una birra economica costa il triplo, del vino decente costa otto volte tanto. Fate le vostre considerazioni.

Tutte le sere, quando arriva l’oscurità, ogni backpacker tira fuori il suo alcool e iniziano i drinking game, giochi di carte non necessariamente divertenti, che servono solo a bere molto alcool in poco tempo. Una volta che si è ubriachi a puntino, si può finalmente uscire, continuare a bere, perdere i limiti, fare le idiozie che altrimenti non si farebbero, e infine dimenticarsi di tutto. Con un po’ di fortuna,nel frattempo c’è anche stato del sesso. Tanto qui questo significa semplicemente cercarsi la ragazza più ubriaca del locale, e portarsela fuori. Non importa se quando ti guarda nemmeno ti vede, gli occhi spenti, annegati nell’alcool. Non importa se il giorno dopo nemmeno ti riconosce, o fa finta di non vederti. Alla sera è solo uno altro animaletto erotico, stupido e indifeso, e in fondo questo è quello che vuole anche lei, questo è il motivo per cui ha iniziato a bere, qualche ora prima.

L’alta marea di alcool arriva puntuale tutte le sere, e sommerge tutto, cancella ogni cosa. Quando scende, all’alba, lascia sulle strade i suoi immancabili relitti: giovani rovinati e incoscienti, uomini aggressivi e storditi, ragazze con i vestiti troppo corti e i tacchi troppo alti, che da sobrie potevano anche essere belle, ma ora sono solo stracci sporchi di vomito addormentati sulle panchine.

Non fa per me, grazie.

Qualche giorno prima di arrivare, una mia amica giapponese mi aveva detto: “Be stupid, get drunk. That’s the way you enjoy in Australia”, ovvero “Sii stupido, ubriacati. Questo è il modo di divertirsi in Australia”. Avevo liquidato l’affermazione con un sorriso allora, ma ora lascio questo paese senza sorridere molto.