Day 87 – Good luck, man!
Aria gelida sulla mia faccia. Non mi sono ancora abituato a questo freddo. Lo zaino mi appesantisce i passi, mentre entro di corsa nella stazione della metro tra la 53° e Lexington Avenue. Sono a New York, ma avrei dovuto essere a Hong Kong.
Sulla piattaforma tra i binari, un uomo solitario dall’aspetto alquanto povero suona con una chitarra classica ritmi latini, ignorato da tutti.
Da quasi tutti.
Le sue melodie riscaldano in me l’affetto per il continente sudamericano che ho lasciato solo ieri, e salutato con un arrivederci.
Prendo dal portafogli una manciata di monete statunitensi,un paio di dollari in tutto, e aggiungo una moneta da 500 pesos cileni. Una moneta che qui non serve a nulla, ma io vorrei benedirla, vorrei farla diventare un portafortuna.
Mi avvicino all’uomo, lascio le monete nella custodia della sua chitarra, poi lo guardo negli occhi. “Good luck, man”, gli dico, “Buona fortuna, uomo”. Mi ringrazia e mi sorride, forse sono la prima persona che gli ha parlato oggi. Mentre continuo ad ascoltare le sua musica, ripenso a quest’ultima settimana…
A Viña del Mar in Cile, uno svedese tonto di nome Aron si lascia fregare le chiavi dell’ostello in cui dormo anche io. Due furfanti entrano alle 6 di mattina e si portano via un po’ di cose di valore, tra cui il mio cellulare.
All’Isola di Pasqua affitto uno scooter con Naoko, giapponese, e passiamo la giornata in esplorazione. Alla sera, troppo stanchi o troppo rilassati dalla birra ghiacciata bevuta in spiaggia, perdiamo le chiavi del veicolo. Passo uno paio di ore al freddo, e l’indomani dobbiamo condividere una spesa di qualche decina di dollari per l’inconveniente.
Transitando all’aeroporto di New York, affaticato del viaggio e ammorbidito dalla presunzione di essere ormai un viaggiatore stagionato, smarrisco il passaporto. Perdo il mio volo, devo rifare il documento, passare la notte in città e tutto l’imprevisto mi costa quasi 200 dollari.
Davvero, per un po’ ho ceduto al pensiero di aver passato una settimana sfortunata, di essere stato colpito dalla mala sorte. Eppure, cosa ho realmente perso? Cose, che posso ricomprare. Una manciata di soldi. Un po’ di tempo. Un giorno a Hong Kong.
Ma cosa ho ricevuto? Esperienza. Una piccola lezione di buon senso e di umiltà. Una passeggiata fredda e piacevole per Manhattan.
Lo scambio è giusto, il bilancio è equo: non sono stato sfortunato. Non ho perso niente che abbia realmente un valore, e il mio viaggio prosegue, sempre positivo, sempre emozionante.
Il treno che mi porterà verso l’aeroporto si ferma alla stazione. L’uomo con la chitarra si volta appositamente per salutarmi.
Good luck, man.
Ti abbraccio forte
Sicuramente te l’ho già detto ma….sono fiera di te!!!
Piccoli imprevisti che danno “pepe” al viaggio
Nonostante tutto sta andando tutto alla grande, TU sei un GRANDE
…e per tutti i vari motivi che sai ti sto invidiando ogni giorno di più
EVVAI.!!! ..Grazie ancora per le emozioni che ci regali..
Tra l altro le descrivi benissimo!!!!
Grande Will !!!
Anche se lontani ..ti siamo vicini…..
GOOD LUCK man !!!
P.S.
Hai gia’ pensato di scrivere un libro sulla tua esperienza???
Chissa’ mai ,….potrebbe aiutarti a continuare il viaggio…
@je: grazie tesoro
anche io tvb
@lo: grazie stella, non invidiarmi! prendi ispirazione e parti!! allora sarei io a essere ancora piu fiero di te!!
@mauro: un libro? nooo non credo, scrivo solo quando sono ispirato (per quello non sono super produttivo) un libro sarebbe troppo. Grazie della fiducia cmq
ci sentiamo, ciao bello!
Francesco, tu felicidad se siente hasta acá, el último lugar del mundo….
besos!
Tamara, yo espero que mi felicidad pueda inspirar la felicidad de otra gente!! Por eso escribo, y despues espero que la gente tenga mas gana de viajar!