A casa, di nuovo
Posted in Sensazioni on 09:59 by Wil – 6 CommentsUna sciarpa.
Annodata come una benda attorno alla testa, mi rende completamente cieco, mentre aggrappato a un braccio amichevole vengo condotto attraverso un locale affollato.
Quando mi viene tolta, ho di fronte a me quasi trenta amici che arrivando da città diverse, si sono organizzati per venire a festeggiare tutti assieme il mio ritorno. Quella che provo è gioia autentica, pura, sincera. Non avrei potuto desiderare un miglior “bentornato!”. Incapace di pronunciar parola per la sorpresa, non mi resta altro da fare che gettarmi nel mucchio e abbracciare, baciare, sorridere.
Questo è stato il mio ultimo ricordo di viaggio. Anche se ero tornato in Italia da più di un giorno, considero questa esperienza la vera conclusione del mio giro del mondo.
Da quel giorno in poi, molti mi hanno chiesto come me la sto cavando, come mi sono riabituato alla vita di prima, se mi sto già annoiando. Altri mi chiedono quando ripartirò, quasi sapessero meglio di me che non riuscirò a stare fermo a lungo.
Non è facile rispondere a queste domande: il ritorno è una sensazione strana. Da una parte mi sembra veramente di essere tornato indietro nel tempo, alla stessa vita statica, indolente, pigra. E’ tornata la noia, il tempo che scorre rapido senza lasciare traccia. Dall’altra parte invece c’è qualcosa di diverso, dettagli, colori, pensieri. Ho la stessa sensazione di quando si torna a casa e si pensa: “Qualcuno è stato qui, gli oggetti sono fuori posto”.
Ma non è stato nessuno a cambiare di posto agli oggetti, sono cambiato io.
Mi sorprendo a camminare guardando in giro come se avessi ancora una macchina fotografica nella tasca, pronto a prendere una foto di qualche paesaggio straordinario, che pure è sempre stato lì. Spesso mi nascono pensieri che un tempo avrei ignorato, e ora si ricollegano invece a qualche aneddoto che inizia inevitabilmente con “come quella volta che ero in Bolivia…” o qualche altro stato. E’ come se avessi mantenuto un cordone ombelicale che mi connette al resto del pianeta, e grazie a questo rimanesse sullo sfondo la leggera sensazione di essere ancora in viaggio.
E che intenzioni ho per il futuro? Questa è un’altra domanda frequente.
Beh, anche se è difficile da spiegare in poche parole, posso assicurarvi che prima di partire cercavo la risposta nel buio più assoluto, ora invece mi sento come se avessi trovato una luce.
Il 117° giorno di viaggio mi ha aperto gli occhi, e messo di fronte una strada: è in salita e piena di curve, non posso vedere dove conduce, e sicuramente non è priva di ostacoli, ma è la mia, e non vedo l’ora di iniziare a percorrerla, ora che so dov’è.
Un giorno vi racconterò di come io sia convinto che l’intero l’universo abbia collaborato affinchè io scoprissi quella strada, ma nel frattempo mi godo la sensazione di vedere di nuovo il mondo, questa volta attraverso gli occhi abbagliati di chi si è appena tolto una sciarpa dalla faccia.







