Day 117 – ore 15:00 – Wat Mahadhat
Posted in Città, Sensazioni on 02:25 by Wil – 2 CommentsSono qui da cinque giorni.
Cinque giorni che non parlo, cinque giorni che non esco, cinque giorni che mi sveglio alle 3:30 di mattina e vado a dormire alle 9:30 di sera, cinque giorni che sono vestito di bianco.
Giorni scanditi dalla disciplina, dalla pratica della meditazione, dalle interminabili e per me incomprensibili lezioni in thailandese sul Dhamma, la Verità buddista.
Giorni passati a camminare lentamente, assorto sul mio passo, oppure seduto a occhi chiusi, ad ascoltare il mio respiro. Un fantasma, assieme ad altri trenta fantasmi come me. Vicini, ma senza condividere nulla.
Questo luogo è diverso per ognuno di noi, credo.
Qualcuno, immagino la maggior parte, è entrato per lo scopo “ufficiale”: praticare la meditazione Vipassana. Allenare la concentrazione, focalizzare i pensieri, rinforzare la mente. Era anche la mia idea al principio, ma anche se qualcosa ho imparato, mi definirei un pessimo studente. Come al solito.
Qualcun altro è entrato per scambiare “buone azioni” con la promessa di una ricompensa nella prossima vita. Abbi fede, medita, rispetta i precetti buddisti, e quando rinascerai potresti essere ricco, o addirittura un re. Mah… io intanto miglioro questa vita, per la prossima vedremo.
Io sono entrato qui per un altro motivo, invece, anche se ne ero inconsapevole.
Questo è un posto dove potermi guardare dentro, perchè fuori non c’è niente da vedere.
E’ un posto dove potermi ascoltare, perchè non c’è altro da sentire.
Sono in un deserto, senza la paura della vera solitudine, senza la distrazione della vera compagnia.
E nel buio e nel silenzio di questo deserto, i sensi diventano più acuti, le emozioni crescono potenti, le parole e i pensieri iniziano a fluire limpidi e impetuosi. Nella forza primitiva che sento crescere in me, intravedo il sentiero che vorrò percorrere. Dopo tanta oscurità, finalmente una timida luce, che mi indica una direzione. So cosa fare adesso.
Come dissi in passato: “Questo viaggio non è una fuga, quanto più una ricerca. Allontanarmi da tutto e da tutti, per osservare da lontano ciò che mi è vicino da sempre…”. Me stesso.
Ancora non so che tra qualche giorno realizzerò che un conto è sapere dov’è il sentiero, un altro è iniziare a percorrerlo.
Per adesso, non ha importanza.
Per adesso, mi concedo di essere felice.




